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Monumento a Gaudenzio Ferrari

immagine ingrandita Monumento a Gaudenzio Ferrari (apre in nuova finestra) Monumento dedicato a Gaudenzio Ferrari, realizzato nell'Ottocento da Giosuà Argenti, posto al centro della piazza.
Gaudenzio Ferrari (1471 - 1546) è considerato il maggiore esponente della scuola pittorica piemontese del Cinquecento. Grazie ai viaggi compiuti in Lombardia e nell'Italia centrale, il suo stile personalissimo si è affinato e ha saputo fondere i tratti leonardeschi della pittura lombarda e le nuove correnti rinascimentali in una reinterpretazione del tutto originale e inconfondibile.
Pur essendo Valduggia il suo paese natale, conserva pochissime tracce della sua opera: un presepio affrescato nella Parrocchiale di San Giorgio e alcuni affreschi nella vicina Cappella di San Rocco. Oltre che nella provincia di Vercelli, Gaudenzio fu molto attivo nell'Italia del nord: ad esempio a Milano, dove si stabilì dal 1539, ma anche a Novara, Saronno, Como, Bergamo e alcuni dei suoi dipinti si possono ammirare al Louvre, alla National Gallery di Londra e agli Uffizi.
Ma è Varallo che ha il privilegio di conservare le sue opere più significative: qui visse per parecchi anni e realizzò inestimabili capolavori. Primi fra tutti gli affreschi e le statue di alcune cappelle del Sacro Monte.
Altrettanto pregevoli sono i sublimi affreschi della Chiesa quattrocentesca di Santa Maria delle Grazie: nel 1513 Gaudenzio dipinse il ciclo di 21 quadri sulla vita di Gesù, che ricopre l'intera parete di facciata del presbiterio.
Nella Collegiata di San Gaudenzio si custodisce lo splendido polittico composto da sei tavole, mentre la Chiesa della Madonna di Loreto presenta l'esterno decorato con affreschi e all'interno si puòammirare una "Annunciazione" di grande bellezza.
Sempre a Varallo, visitando la Pinacoteca si può approfondire l'itinerario gaudenziano: accanto a importanti opere di altri artisti, sono esposti "La Crocifissione", la serie di "Teste di giovane", "Uomo con berretto rosso", "San Pietro Martire", "Frate dormiente" e il "San Francesco che riceve le stigmate" databile intorno al 1515.
Gli anni di Gaudenzio Ferrari a Vercelli, dal 1529 al 1539, furono decisamente fecondi: San Cristoforo offre al visitatore un complesso tanto grandioso da essere conosciuto come "cappella Sistina di Vercelli". Qui si conservano la pala dell'altare maggiore, nota come "Madonna degli aranci", il ciclo delle Storie della Maddalena e il ciclo della Vita della Vergine: fa parte di quest'ultimo il quadro dell'Adorazione dei Magi, in cui Gaudenzio ci ha probabilmente fatto dono di un suo autoritratto, identificabile con il personaggio con barba un po' in disparte all'estrema destra ma che guarda fisso verso il visitatore. A San Giuliano si conserva un'altra Adorazione dei Magi di grande tensione drammatica, mentre altre opere vercellesi sono andate perdute come quelle realizzate per Sant'Anna e per San Marco.

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